Home Scienze Letteratura Arte Enciclopedie e Opere Filosofia Storia Tempo Libero
Geografia e Turismo Fantascienza Manuali Diritto e Economia Informatica Biografie Psicologia Info
Societa' e Costumi Miscellanea Religione Romanzi Scolastici Testi Medici Libri per Ragazzi

  Il libro del mese: Luglio 2000 Indice dei mesi precedenti  
  George Steiner, La nostalgia dell'assoluto, Bruno Mondadori, 2000  

 

Si tratta di cinque conferenze trasmesse per radio nel 1974 e gia' pubblicate nel 1995 da CHIRABASI. Il testo e' accompagnato da una introduzione bio-bibliografica di Francesco M. Cartoluccio (pp. VII-XV) che presenta in modo sintetico ed efficace la produzione saggistica ma anche narrativa di uno dei maggiori studiosi di letteraratura comparata a partire da suo primo libro "Tolstoj e Dostoevski" del 1959 fino ad "Errata. una vita sotto esame" del 1997.
Al termine dei testi delle conferenze e' presente uno scritto di David Bidussa, "Lettura di Steiner", che discute ed entra nel merito dei contenuti del libro.
Le riflessioni proposte da Steiner prendono spunto dal "netto declino del ruolo dei sistemi religiosi formali, delle chiese". Al tracollo di questi sistemi "mitologici" L'uomo avrebbe reagito creando delle mitologie sostitutive quali il sistema filosofico e politico di Marx, la psicoanalisi di Freud e l'antropologia di Levi-Strauss.
Steiner entra nel merito delle idee di questi pensatori e ne evidenzia i tratti mitologici nascosti sotto la pretesa di scientificita', in particolare analizza l'idea di peccato originale presente in Marx e Freud ed i miti di Promoteo ed Edipo nei tre grandi intellettuali.
Cio' che appare di maggiore interesse e' l'analisi che Steiner compie delle tre diverse forme di ebraismo di Marx, Freud e di Levi-Strauss e, sopratutto, di cio' che li accomuna a livello "strutturale" in quanto creatori di mitologie che si propongono di spiegare la storia e la natura dell'uomo nonche' il suo futuro.
Tutte e tre sono mitologie razionali che si attribuiscono status e traggono origine dalla comune metafora del peccato originale.
Steiner si chiede se possa considerarsi un caso il loro retroterra ebraico e se esista una logica profonda se i tre surrogati di una spiegazione della storia e di una teologia cristiana moribonde provengono da coloro la cui eredita' il cristianesimo si era tanto sforzato di soppiantare.
Nel quarto capitolo sono prese di mira alcune forme di irrazionalismo, anch'esse viste come tentativi di riempire il vuoto lasciato dal declino della religione, quali l'astrologia, l'occultismo e l'orientalismo e su questa si esercita l'ironia dell'autore.
Tutte queste mitologie hanno dimostrato di essere illusorie e l'autore nell'ultima conferenza si chiede quale spazio abbia l'ultima alternativa, quella di fondare l'esistenza personale sulla ricerca dell'obiettiva verita' scientifica che la evidenza ed autorita' morale.
Se l'alternativa e' se ci debba essere un futuro dell'uomo o quello della verita' Steiner non ha dubbi su quale sia piu' importante.
Assai stimolante e' il saggio di Bidussa che contestualizza le riflessioni di Steiner nell'ambito del messianesimo e della teoria della lettura.